CAPACI DI SOGNARE: IL CORAGGIO DEL NUOVO.

di Paolo Greco

Alcuni giorni fa, tramite un collegamento zoom, c’è stato un corso di formazione per insegnati, educatori, persone impegnate nella relazione con le giovani generazioni ma aperta a tutti coloro fossero stati interessati, organizzato dall’Associazione CeRFEE. Il titolo emblematico del corso è stato “Capaci di sognare: il coraggio del nuovo”. In 4 giorni si sono alternati esperti di vari settori: psicologico, pedagogico/didattico, teologico/spirituale, biblico ed ermeneutico. Di seguito riportiamo alcuni spunti che i vari esperti hanno proposto e che possono consentire diverse riflessioni.

PRIMO INCONTRO
Dott.ssa F. Kannaiser
Prospettiva psicologica
“Attraverso i sogni prendono vita le emozioni che cominciano ad essere pensate.” (W. Bion)
Educare al sogno significa educare ad una realtà che nasce dal desiderio che si trova dentro il bambino, il quale attraverso uno spazio libero si apre all’immaginazione di un mondo più grande.
Il sogno pertanto consente di raccogliere le emozioni, di pensarle e rielaborarle… attraverso le immagini, le metafore e i simboli si comunica il mondo interiore del bambino.

Prof. Romio Roberto
Aspetto pedagogico/didattico
Educare i ragazzi ad essere capaci di interpretare e capire dove stanno i nostri sogni.
Si parte dalla condizione storica esistenziale, ovvero dalla realtà della vita quotidiana, per poi creare e suscitare la domanda-provocazione in modo da aiutarlo a guardare al futuro e progettare la sua vita (capacità di riposta-vocazione) in un orizzonte di senso.
Il processo di emersione della domanda nasce dalla relazione educativa e richiede un approccio “affettivo” verso il loro mondo e si sviluppa in un lavoro di esplorazione e identificazione… per cui richiede di trovare un linguaggio comprensibile a loro.
Per risvegliare il mondo interiore dell’educando bisogna costruire una provocazione che causa l’interrogativo che spinge a mettersi in movimento, alla ricerca di una risposta.

SECONDO INCONTRO
Dott.ssa Maria Pia Colella
Prospettiva psicologica
“Siamo nati con un mandato: compierci. Altrimenti restiamo un abbozzo di ciò che siamo chiamati ad essere” (M.P. Colella)
Chiarimento del significato del termine “bisogno” per noi importante:

  • bisogno: necessità da soddisfare/desiderio: essere qualcosa che ci manca;
  • il bisogno è naturale, automatico; il desiderio è un’arte da imparare.
    Il desiderio nasce da una mancanza, non da ciò che non ho, bensì di ciò che voglio essere.
    Il bisogno per coglierlo nella sua profondità di significato bisogna guardarlo alla luce del desiderio.
    Bisogna imparare a desiderare cosa voglio essere, con chi e per chi. Il desiderio è ancorarsi alla realtà per renderla migliore.
    È bene tenere presente che:
  • è utile insegnare a reggere il limite e sapere stare in una mancanza;
  • la noia fa bene all’apprendimento;
  • togliere qualcosa alimenta il desiderio e non il contrario.

Don Bruno Sperandini
Aspetto Teologico-Spirituale
“Il desiderio è quel gancio che nasce dalla mancanza. Stella per essere tirati su.” (D. Bruno)
L’uomo porta dentro la domanda/desiderio: “io che cosa desidero fare nella mia vita e per gli altri…?”.
Abramo viene portato fuori dalla tenda per guardare le stelle.
Abramo aveva il desiderio di una discendenza. Dio lo attira a sé tramite quel bisogno naturale e lo colloca in una dimensione nuova.
Così è accaduto a tanti: per fare un esempio a Francesco d’Assisi (voleva diventare cavaliere/bisogno sociale – l’esperienza di Dio lo fa diventare cavaliere dei poveri/dimensione nuova).
Francesco sogna e nel sogno fa l’esperienza di Dio:

  • il sogno permette di riscegliere la propria vita…di ripartire;
  • il sogno riabilita a fare l’esperienza di Dio;
  • il sogno permette di trovare il compimento nell’essere per gli altri.
    “Il sogno/desiderio è la metodologia che Dio utilizza per fare in modo che raggiungiamo il nostro pieno compimento ed essere per tutta l’umanità non soltanto per me stesso”.
    Giuseppe di Nazareth: l’educatore di sogni per eccellenza
    Attraverso il sogno si risveglia, prende coscienza di sé stesso e della sua vita da donare agli altri: a Maria ed al bambino…un’avventura meravigliosamente rischiosa. Si prende cura del sogno/parte per l’Egitto e tutela Gesù, lo nutre, lo fa crescere, lo educa, lo lascia andare, senza ansia di possesso
    “L’educatore è un liberatore di sogni…pellegrino dell’invisibile…costruttore di qualcosa di più grande”.

TERZO INCONTRO
Anna Affumicato
Prospettiva biblica
“Tutta la Bibbia è la narrazione del sogno di Dio” (A. Affumicato)
Nel caos originario e nell’armonia della creazione il sogno è il luogo in cui cielo e terra si incontrano. Il sogno è il canale comunicativo con il mistero (cfr. Storia di Giacobbe, storia di Giuseppe venduto dai fratelli, di Giuseppe il falegname, il sogno dei Magi, il sogno di Claudia la moglie di Pilato).
Il sogno continua ad ispirare il nuovo che accade:

  • mette in movimento il cambiamento;
  • riaccende la speranza;
  • dona il coraggio di seguire strade di pace, di fraternità e solidarietà.

Waris Hume
Prospettiva della fede
“I sogni sono un dono/gratuità per la cui realizzazione bisogna mettere tutto sé stessi” (H. Waris)
La fede è indispensabile per la realizzazione dei sogni: “anche le cose che non si vedono possono realizzarsi se ci si crede”.
Dio fa sognare ma non consegna il libretto di istruzione. Soltanto nell’esperienza della vita, tra prove e fallimenti (via della purificazione dei nostri sogni) si scopre il sogno autentico della propria vita.
Nel Nuovo Testamento tante sono le storie che narrano di una fede che permette la realizzazione del proprio sogno (cfr. vicenda dell’Emorroissa, Giuseppe il falegname, ecc.).

La fede in Gesù mette in movimento la creatività, oltre all’energia necessaria, per percorrere una strada nuova.
Le circostanze della vita non diminuiscono ma diventano una possibilità per l’esercizio della propria fede e la realizzazione del sogno autentico.

QUARTO INCONTRO
Pier Luigi Ricci
Prospettiva educativa
“Il sogno è una parte reale della nostra vita, accende la fiamma dell’esistenza e apre all’avventura che fa bene.” (P. Ricci)
Ogni persona, ogni giovane può sognare ed ha un posto in questo mondo: siamo esseri che nel qui e ora del presente anticipano il futuro.
Educare ai sogni
Bisogna favorire un atteggiamento di fiducia e crederci mentre si fanno i conti con la paura che spesso blocca i nostri sogni e paralizza le nostre energie migliori.
Per questo è necessario crescere in una maggiore consapevolezza della capacità di sognare: ci possono aiutare alcune dinamiche educative che stimolano i giovani alla costruzione di uno sguardo che non si ferma sull’ostacolo ma si getta oltre…sul sogno che si intende perseguire.
Atteggiamenti da mettere in campo

  • liberarci dei tanti oggetti che soffocano i progetti;
  • valutare se inseguiamo le aspettative altrui oppure i nostri reali desideri;
  • darsi il permesso di deludere e accettare il fallimento.
    Discernere la volontà di Dio
    Dio nasconde la sua volontà sulla nostra vita, dentro le pieghe dei desideri e dei sogni che facciamo: per questo è necessario praticare un discernimento:
  • ascoltare la parte più profonda di sé;
  • distinguere i falsi desideri da quelli autentici;
  • abitare la tristezza da cui emergono i bisogni.

Il criterio decisivo per riconoscere un autentico desiderio è quello della durata nel tempo; mentre un altro criterio molto importante è la verifica che non sia solo per sé stessi ma per un bene più grande.
Un sogno è vero se fa bene anche agli altri, altrimenti è una illusione: il BENE PIU’ GRANDE che si declina nell’essere per gli altri, resta la misura della verifica.

Greco Paolo
Prospettiva Ermeneutica
“Mettersi sulla strada dei sogni oggi richiede un atto rivoluzionario che fissa lo sguardo sul nuovo che si muove tra le pieghe del presente.” (G. Paolo)
Ostacoli da superare
Il primo ostacolo da superare per riprendere a sognare è la PAURA DEL REALE: recuperando l’atteggiamento di fiducia nel futuro e soprattutto recuperando uno sguardo diverso, ossia che cambia verso, che riesce a vedere la realtà e i giovani così con gli occhi del futuro; con gli occhi delle possibilità di cui ciascuno è portatore sano.
Possibilità da sviluppare
Noi siamo capaci dell’impossibile, sin da bambini sogniamo l’impossibile, lo immaginiamo, lo disegniamo, infatti cerchiamo dei modelli per la realizzazione di questa dimensione; addirittura ne costruiamo altri, affinché possiamo credere di ri-creare la nostra esistenza per realizzare ciò che sentiamo e desideriamo essere e vogliamo diventare.
Prendere i giovani sul serio
La nostra società sottovaluta questa tensione vitale del sogno dei nostri giovani, anche perché li trattiamo sempre come se fossero dei bambini, con tono paternalistico non prendiamo sul serio questo movimento esistenziale. La società degli adulti che molto parla sui giovani e di giovani, non riesce a parlare con loro di ciò che più gli sta a cuore, appunto la vita e la sua fioritura. Più che una risorsa vengono percepiti come un problema, un peso troppo pesante da sopportare.
Il grande compito che ci attende
Oggi dobbiamo riaccendere il desiderio, spalancare le finestre sui grandi orizzonti, togliere tante cose inutili per aiutare i nostri giovani a riassaporare la mancanza e così riattivare la creatività.
Educare ai sogni, mettere in condizione l’altro di ri-creare
Educare, lo sappiamo bene noi, non è addestrare, ma far venire fuori, come dice la stessa etimologia del verbo, potremmo dire ancora, è mettere in condizione di creare e ri-creare, immaginare, plasmare. Però non può essere creativo, cioè agire in modo inedito, chi non attinge alla fonte della propria creatività: “lo spirito”.

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